Ogni campagna elettorale mobilita migliaia di persone, produce contenuti, crea relazioni, coinvolge candidati, volontari, simpatizzanti e genera investimenti economici spesso molto rilevanti.

Poi arrivano i risultati.
Le urne si chiudono, la campagna finisce e, nella maggior parte dei casi, tutto quel patrimonio costruito in pochi mesi si disperde. I gruppi si svuotano, le reti si interrompono, la comunicazione rallenta e il consenso torna ad essere affidato quasi esclusivamente ai social network.
Alla tornata successiva si ricomincia da capo.

Ma è davvero inevitabile?
Da questa domanda nasce E-lezioni, un progetto che parte da un’idea semplice: la comunicazione politica non dovrebbe durare trenta giorni, ma accompagnare l’intero mandato amministrativo.
L’obiettivo non è fare una campagna elettorale migliore. L’obiettivo è costruire un patrimonio comunicativo permanente, capace di crescere nel tempo invece di disperdersi dopo il voto.

Il modello non sostituisce i social network. Li affianca.
I social continuano ad essere fondamentali per il confronto pubblico e la visibilità, ma sono governati da algoritmi che decidono chi vede un contenuto e chi no. Inoltre, ogni messaggio viene rapidamente sommerso dal flusso continuo di post, commenti e polemiche.
E-lezioni adotta un’impostazione diversa, più vicina al modello broadcaster.

La comunicazione nasce da una regia centrale, viene organizzata e distribuita attraverso una rete di candidati, dirigenti, sostenitori e simpatizzanti che ricevono contenuti già predisposti e li rilanciano all’interno delle proprie reti relazionali. L’informazione non aspetta di essere trovata: arriva direttamente alle persone e continua a propagarsi attraverso relazioni reali.

Ogni nuovo aderente non rappresenta soltanto un destinatario in più, ma un nuovo punto di emissione della comunicazione.
È questo il principio che consente al sistema di crescere nel tempo.

Le prime simulazioni, sviluppate su una campagna politica regionale, mostrano risultati molto interessanti: un valore comunicativo equivalente a circa un milione di euro di investimenti pubblicitari all’anno e una capacità di diffusione che, nell’arco di un intero quinquennio, può raggiungere numeri difficilmente ottenibili con gli strumenti tradizionali.

Naturalmente questi dati rappresentano soltanto un primo livello di applicazione.
La vera caratteristica del progetto è la sua scalabilità. Se il modello viene esteso da una realtà regionale ad una struttura nazionale, aumentano candidati, referenti territoriali, sostenitori e reti di relazioni. Cresce così, in maniera esponenziale, anche la capacità di diffusione dei messaggi.

Più che un sistema per comunicare, E-lezioni si propone come uno strumento per costruire e conservare nel tempo il capitale comunicativo di un’organizzazione politica.
Perché forse la vera domanda non è come vincere una campagna elettorale.

La vera domanda è perché, dopo ogni elezione, continuiamo a buttare via tutto ciò che abbiamo costruito.

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