Piano esecutivo per il coordinamento della comunicazione politica
Una campagna elettorale competitiva non si esaurisce nella realizzazione di qualche fotografia, nella pubblicazione quotidiana di post sui social o nell’apertura di un canale WhatsApp. Queste attività sono certamente necessarie, ma rappresentano soltanto singoli strumenti di un processo molto più ampio, che comprende la costruzione dell’immagine del candidato, la definizione dei messaggi, la produzione dei contenuti, la loro distribuzione, i rapporti con televisioni e testate giornalistiche, l’organizzazione degli eventi, la gestione della pubblicità, il coordinamento dei collaboratori e il controllo del budget.

I dati disponibili dimostrano che una campagna realmente competitiva può richiedere investimenti considerevoli. Nelle competizioni regionali sono stati documentati candidati eletti che hanno sostenuto spese comprese tra alcune migliaia e circa quarantamila euro, con costi distribuiti tra manifesti, materiale elettorale, affissioni, pubblicità, social network, eventi e servizi professionali. Nelle campagne per la guida delle grandi città, le risorse messe in campo dalle coalizioni possono raggiungere importi molto più elevati: alle comunali di Milano del 2021 furono preventivati circa 850.000 euro per la coalizione di centrodestra e circa 230.000 euro per quella di centrosinistra.

Non è però sufficiente disporre di un budget. Il problema principale è come quel budget viene utilizzato.
Nelle campagne organizzate in maniera tradizionale, ciascun candidato procede autonomamente. Uno si affida al proprio fotografo, un altro al conoscente che gestisce Facebook, un altro ancora a un videomaker o a una tipografia di fiducia. Ogni candidato costruisce così una propria piccola struttura, con una grafica, un linguaggio, un calendario, dei fornitori e una strategia differenti da quelli degli altri candidati della stessa lista.

Il risultato è che il movimento politico, pur spendendo complessivamente somme importanti, non riesce a trasformarle in una forza comunicativa unitaria. Si producono molti contenuti, ma spesso senza una programmazione comune; si pubblicano numerosi post, ma senza coordinamento; si acquistano servizi, spazi e materiali separatamente, rinunciando alle economie di scala; si sovrappongono le uscite dei candidati e, in alcuni casi, gli stessi componenti della lista finiscono perfino per contendersi l’attenzione del pubblico nelle medesime giornate.

E-lezioni interviene precisamente su questo problema.
Non chiede al candidato di rinunciare ai propri collaboratori e non pretende necessariamente di sostituire il fotografo, il videomaker o il social media manager che già lo affiancano. Chiede però che tutte queste attività vengano inserite in una programmazione condivisa e coordinate da un’unica cabina di regia.

Il “cugino Gigi”, qualora sia capace di realizzare buone fotografie o di gestire correttamente una pagina social, può continuare a farlo. Non può tuttavia decidere da solo quando deve uscire il candidato, quale argomento deve trattare, come quella comunicazione si collega alla linea del movimento, quali altri candidati debbano rilanciarla, quali giornali debbano riceverla, quali televisioni possano trasformarla in un servizio e come debba essere distribuita attraverso le reti WhatsApp.

Il problema, quindi, non è la qualità del singolo esecutore. Il problema è l’assenza di una regia.
Una fotografia può essere tecnicamente perfetta e non produrre alcun risultato politico. Un video può essere ben montato, ma raggiungere soltanto le persone che già seguono il candidato. Un post può ottenere numerosi “mi piace” e non generare nessuna nuova relazione con gli elettori. Allo stesso modo, un comunicato stampa può essere scritto correttamente ma non essere pubblicato, se non viene inserito in una strategia di rapporti continuativi con le redazioni.

E-lezioni non vende pertanto una fotografia, un filmato o un post. Organizza il percorso attraverso il quale una fotografia, un filmato, un’intervista o una proposta politica vengono prodotti, trasformati in contenuti differenti e distribuiti contemporaneamente attraverso più canali.
Una sola iniziativa del candidato può diventare un’intervista completa, alcune clip verticali per i social, un comunicato stampa, un articolo, una galleria fotografica, un messaggio WhatsApp, una pagina di approfondimento e un contenuto destinato alle televisioni. Il valore non consiste soltanto nella produzione iniziale, ma nella capacità di utilizzare più volte e in maniera coordinata lo stesso lavoro.
Per rendere possibile questo sistema è necessario che la segreteria politica e i candidati condividano con la direzione di E-lezioni le informazioni, i calendari, i materiali disponibili, le reti di contatti utilizzabili e i budget destinati alla comunicazione. Non significa consegnare la proprietà dei dati o perdere il controllo politico della campagna. Le liste, i contatti e le risorse rimangono nella disponibilità del movimento e dei candidati, ma vengono impiegati secondo un metodo comune.
Questo è anche il motivo per cui una sperimentazione limitata alle sole liste create autonomamente dal nostro gruppo non sarebbe sufficiente a dimostrare l’efficacia del sistema. Per valutare E-lezioni occorre metterlo nelle condizioni di lavorare ad armi pari, utilizzando, nel rispetto delle autorizzazioni e delle responsabilità previste, almeno una parte delle reti già disponibili presso la segreteria politica di Palermo e presso i candidati.
Se il referente della comunicazione utilizza già WhatsApp Business, questo rappresenta un punto di partenza, non un ostacolo. E-lezioni non propone semplicemente di usare WhatsApp, ma di trasformare le liste esistenti in una rete organizzata di distribuzione. Ogni contenuto deve avere un’origine certa, un calendario, un pubblico di riferimento, una modalità di rilancio e un sistema di verifica dei risultati. Il singolo messaggio non deve fermarsi alla prima lista, ma deve essere affidato ai candidati, ai dirigenti, ai sostenitori e ai referenti territoriali perché ciascuno diventi a sua volta un’emittente.

La stessa impostazione deve essere applicata ai budget. Ogni candidato potrà mantenere una quota destinata alle proprie esigenze personali e territoriali, ma le principali uscite della comunicazione dovranno essere coordinate. Fotografia, produzione video, grafica, ufficio stampa, servizi televisivi, acquisto di spazi, stampa dei materiali e sponsorizzazioni non possono essere decisi da dieci candidati in dieci momenti differenti senza che qualcuno verifichi sovrapposizioni, qualità, costi e coerenza.
Centralizzare non significa che una sola persona debba eseguire tutto. Al contrario, E-lezioni deve costruire una squadra operativa composta da professionisti esterni, selezionati in base alle necessità della campagna. Fotografi, videomaker, grafici, giornalisti, tecnici e social media manager continueranno a svolgere normalmente la propria attività professionale, ma saranno incaricati e coordinati secondo un calendario, standard comuni e obiettivi definiti.
La direzione di E-lezioni non deve quindi sostituirsi ai professionisti. Deve stabilire cosa occorre produrre, a chi affidarlo, entro quale data, con quale costo, per quale candidato e attraverso quali canali dovrà essere successivamente distribuito.
Questo metodo permette anche di valorizzare le capacità già presenti all’interno dei gruppi politici. Il collaboratore che conosce bene il territorio può segnalare iniziative e raccogliere materiali; il fotografo di fiducia può essere utilizzato nelle attività locali; il referente WhatsApp può continuare a gestire i propri contatti; il social media manager del candidato può occuparsi della pubblicazione quotidiana. Tutti, però, devono operare all’interno di una strategia complessiva, perché una campagna regionale, comunale o nazionale non può dipendere esclusivamente dalla buona volontà e dalla disponibilità occasionale delle singole persone.
Il valore di E-lezioni sta dunque nella capacità di trasformare una molteplicità di risorse, professionisti, contatti e budget in una struttura unitaria. L’obiettivo non è spendere necessariamente meno, ma ottenere molto di più dalle somme che i candidati avrebbero comunque destinato alla propria campagna.

Nel modello già elaborato da UNO@UNO, la centralizzazione dei servizi, la regia comune, la produzione multimediale, l’ufficio stampa e la distribuzione coordinata dei materiali erano indicati come strumenti capaci di limitare la frammentazione dei fornitori e produrre economie di scala. E-lezioni porta oggi quel principio a un livello più avanzato, aggiungendo la gestione coordinata delle reti WhatsApp, dei canali editoriali, delle uscite dei candidati e dei dati prodotti dalla campagna.
Affidarsi a E-lezioni non significa quindi scegliere noi al posto del “cugino Gigi”. Significa stabilire che il cugino Gigi, il fotografo, il videomaker, il social media manager, il candidato e il dirigente politico non lavorino ognuno per conto proprio, ma all’interno di un unico sistema.
E-lezioni non nasce per sostituire i collaboratori di fiducia dei candidati, ma per valorizzarli e impiegarli in modo più efficace. Il fotografo che oggi viene chiamato per realizzare un solo ritratto potrà essere incaricato di produrre una serie completa di immagini destinate a usi differenti: il manifesto, i social network, WhatsApp, la stampa, il sito e le iniziative sul territorio. Lo stesso principio vale per videomaker, grafici e social media manager. La regia comune non riduce il loro lavoro: lo organizza, lo qualifica e spesso lo aumenta, trasformando prestazioni occasionali in incarichi pianificati e realmente utili alla campagna.
Il candidato deve continuare a fare il candidato, incontrare gli elettori, costruire relazioni, ascoltare i territori e sviluppare le proprie proposte politiche. La direzione di E-lezioni deve fare in modo che ogni attività svolta dal candidato diventi comunicazione, che ogni contenuto venga utilizzato pienamente e che ogni euro investito contribuisca non soltanto alla visibilità del singolo, ma alla crescita dell’intero movimento.
E-lezioni trasforma ogni candidato in un centro di diffusione della comunicazione del movimento.
Ogni contenuto non viene semplicemente pubblicato, ma viene distribuito attraverso una rete organizzata di emittenti territoriali che ne amplificano progressivamente la diffusione.
Il sistema coordina automaticamente i livelli di distribuzione, evitando duplicazioni e massimizzando la copertura.
La tecnologia utilizzata da E-lezioni non rappresenta l’innovazione del progetto.
L’innovazione risiede nel metodo organizzativo con cui i contenuti vengono pianificati, distribuiti, rilanciati e misurati attraverso una rete coordinata di emittenti territoriali.
È questa la differenza tra affidarsi a qualcuno che realizza alcuni servizi e affidarsi a una struttura che governa l’intera campagna di comunicazione.
